THE STORY

GLI ESORDI

Nel settembre del ‘93 Jerry Cutillo (cantante, polistrumentista, compositore), mosso dall’ambizione di coagulare il rock anni ’70 con nuovi percorsi inediti e creativi, propone ad un giovane chitarrista, Iacopo Ruggeri, di formare una band. La formazione viene completata da Franco Teriaca alla batteria e Giovanni Quarta al basso; sarà quest’ultimo a denominare il quartetto con la sigla OAK. Dopo una serie di registrazioni e prove in studio il gruppo debutta in un club nel borgo di Calcata. Nebbie esoteriche e mura medievali fanno da cornice al primo concerto della band che dimostra talento e grandi potenzialità ma, ciononostante, di lì a breve entrambi i componenti della sezione ritmica abbandoneranno il gruppo lasciando Jerry e Iacopo alle loro ambizioni ed alla finalizzazione del primo cd della band.
Le composizioni di questo prodotto, dal titolo omonimo, riflettono le molteplici esperienze accumulate da Jerry in tanti anni di musica e pongono in evidenza il buon gusto e lo stile moderno di Iacopo che spazia con la sei corde da toni graffianti a climi più delicati.

COVERMANIA

Concepiti da Jerry come formazione di rock d’avanguardia, gli OAK non riescono tuttavia a rimanere indifferenti alla dilagante cover mania che dominava la scena musicale di quegli anni.
Di fatto, dopo aver acquisito con l’innesto del batterista Mauro Gregori e del bassista Daniele di Noia maggior potenza e stabilità, la nuova band si propone ai Dj’s di Radio Rock con un tributo atipico per quel periodo: La musica dei Jethro Tull..
La curiosità sui motivi che possano aver mosso ad una scelta così controcorrente è comprensibile e genera interesse intorno al gruppo che intraprende progressivamente un percorso di identificazione con la band di Ian Anderson (artista preferito di Jerry). La seguente residenza al Palladium di Roma, dove avvengono le serate dedicate alle cover bands, finisce per consolidare tale orientamento e la credibilità dei quattro musicisti aumenta attestando il gruppo ai vertici della lista delle bands capitoline con i loro live acts ricchi di gesti funambolici e trovate sceniche. Va sottolineato inoltre che, malgrado le tematiche piuttosto restrittive degli eventi live promossi dalla Radio, gli OAK proporranno in tutte le occasioni dei fuori programma di musica auto composta dimostrando proprietà creative e stilisiche fuori dal comune. Inaspettato, ma di buon auspicio, arriva l’invito del DJ Prince Faster per un intervista ed un set di brani acustici in diretta radiofonica.
A questi primi eventi degni di rilievo, ne seguiranno tanti altri che vedranno diversi ospiti avvicendarsi nei live shows tra cui il tastierista dei DIVAE Marco Vantini, il violinista Marco Fabbri ed un nugolo di intriganti personaggi che coloreranno gli appuntamenti live della band.

HERESIS STRIGIATUM

Nell’estate del ’95 comincia la lavorazione del cd “Heresis Strigiatum”. Il gruppo, ridotto ad un trio per la dipartita del bassista, si ritira per alcuni mesi in un casale nella campagna Nettunense dove, in compagnia del produttore Sergio Gribanovsky e dei suoi stretti collaboratori Susan e Riccardo Van der Ling, produrrà. una serie di valide elaborazioni sonore concretizzando le idee compositive di Jerry. Degni di nota risuonano, inquietanti e fantasmagorici, i brani “Sandali rossi” e “Taverna magica”. In un atmosfera disincantata, tra riflessioni spirituali, incubi arcani e paesaggi bucolici non poteva certo mancare l’omaggio ai Jethro Tull….ed infatti ecco riemergere dalle brume di campagna il suono rauco del flauto di “A song for Jeffrey” ribattezzata per l’occasione “Canzone povera”. Il prodotto finale è di grande interesse e molto originale e viene subito reso oggetto di attenzione da parte di un manipolo di etichette indipendenti che verranno successivamente autorizzate dal gruppo a stampare una serie di brani su diverse Compilations.
Contemporaneamente gli agenti dell’agenzia “Music workers” promuovono la band raccogliendo responsi lusinghieri in Italia ed all’estero. In Spagna la rivista “Atropos” realizza una serie di interviste con il leader Jerry Cutillo e pubblica recensioni sui lavori relativi al gruppo; tutto ciò mentre in Gran Bretagna le risposte alle numerose spedizioni risultano fortemente incoraggianti. Lo stesso dicasi in Olanda, paese nel quale Jerry, con lo pseudonimo di Moses, aveva realizzato numerose apparizioni tv, interviste radiofoniche e svolto numerosi concerti in seguito allo straordinario successo di classifica del singolo “We Just – Our revolution”, sigla anche del programma televisivo Discoring.

II° TULLIANS CONVENTION

Poche righe su di un quotidiano celano una grande scoperta di lì a venire.
Nel giugno del ’97 infatti, a Castel Ceriolo (AL), si svolge un raduno di fans dei Jethro Tull.
Lo stupore di apprendere che vi fosse anche qualcun altro a prendere in considerazione
tale gruppo (a quei tempi caduto in disgrazia) spinge Mario Prili (gestore del pub romano“Aqualung”) e Jerry a muovere alla volta di Alessandria.
La curiosità si tramuta in stupore all’arrivo nel luogo prestabilito; sul palco infatti un’ autentica rivelazione per loro: i Beggar’s farm !
La voce del loro leader, Franco Taulino, è straordinariamente rassomigliante all’originale e il gruppo ripropone fedelmente il meglio della formazione dei Jethro.
A lato del teatro, in un cortile all’aperto, un gruppo di chitarre acustiche suonano le ballate più intimiste della produzione di Anderson. (Una sorpresa realizzare l’esistenza di una cover band così appassionata e preparata come i Beggar’s….figuriamoci l’ascolto di qualcun altro alle prese con il repertorio più acustico e di culto della band, quello preferito da Jerry !)
A pochi metri ….un Totem della musica rock anni ’70: Glenn Cornick !
Jerry non fa in tempo a soffocare l’emozione che Mario gli si avvicina presentandogli il Presidente del fan club Aldo Tagliaferro. Cordiale e molto disponibile, quest’ultimo lo invita a partecipare al
“flute contest” che si terrà di lì a poco.
Jerry prova timidamente a porvi diniego ma la scusa di essere privo del suo strumento non regge perché, per sua abitudine, Jerry non si separa mai dal suo flauto e infatti, anche in quella circostanza, questo è ben visibile all’interno della sua borsa a tracolla !
La competizione ha quindi inizio senza altri indugi e Jerry finisce per ottenere il pieno riconoscimento (I° classificato) ricevendo le congratulazioni da parte dei numerosi estimatori dei Jethro incluso Glenn il quale, avendo appreso delle varie attività artistiche degli OAK, simpatizza e instaura con lui un sincero rapporto di amicizia e di interesse artistico.

S.A.T.O.R.

A causa dell’indisponibilità di Iacopo alle prese con il servizio di leva, Jerry prepara e realizza in solitudine il terzo cd degli OAK “ S.A.T.O.R.” . In doppia versione (cantato in Italiano e in Inglese) il lavoro viene presentato in Inghilterra ricevendo commenti superlativi da parte degli artisti d’oltre manica.
Canzoni come “Eclipse’s games” e “Small red flower” risplendono pregevoli introducendo gli incubi oltraggiosi in tempi dispari di “XXI Century’s Jubilee”.
Gli equilibri strumentali sono eccellenti ed equiparati e Jerry nell’occasione fa ulteriore sfoggio di pregevole polistrumentismo e di notevoli capacità d’ arrangiamento mentre i suoi testi svelano enigmi ed aprono a nuovi interrogativi.
Inatteso, un coro di consensi si leva alla volta di questa modestissima autoproduzione che tuttavia si rivela un documento di riconoscimento per un artista che, con estrema competenza e professionalità, esprime il suo talento e la sua fantasia. Gli spettacoli che Jerry effettuerà in Gran Bretagna getteranno le basi e tesseranno nuovi contatti per i prossimi grandi eventi.

OAK PROJECT

Glenn Cornick: basso (Jethro Tull ’68 – ’70)
Robert Illes: chitarra (folk singer inglese)
Jonsalo Carrera: tastiere (Galadriel – prog.spagnolo)
Andrea Ruta: batteria (session man romano)
Jerry Cutillo: voce, flauto, chit. ac. e mandolino
Special guest: Clive Bunker: batteria e percussioni (Jethro Tull ’68 – ’71)

Il sogno diviene realtà e nell’estate del ’98, lungi dall’essere una semplice operazione nostalgica, gli OAK ripercorrono i primi anni della carriera dei Jethro Tull con un line up davvero eccezionale !
Foro Italico, Memphis Belle, Headliner alla III° Tullians Convention; questi gli spettacoli che, molto fedeli a quelli svolti dalla band originale 30 anni prima, collocano gli OAK nell’olimpo delle cover bands.
Purtroppo tale formazione avrà vita breve, considerate le distanze che separano i vari componenti così sparsi tra le varie nazioni d’appartenenza. Giunge il momento quindi per un nuovo ritiro artistico ed una seguente uscita discografica.

PARALLEL DANCES

La lavorazione del nuovo cd “Parallel dances” avviene sotto l’egida dell’Alta Tensione, casa di produzione capitanata da Alessandro Barocchi detto The Snug.
Tra i vari partecipanti si annoverano nomi del calibro di Michele Vurchio, Romina Johnson, Pippo Matino, Vezio Bacci, Karen Johnes, Derek Wilson (quest’ultimo inserirà il brano “Wicked tavern” in un suo video didattico) e molti altri…….
Gli stili delle composizioni sono molteplici e la tecnica dei session men straordinaria ma
la grande esperienza del produttore Alex the Snug convoglierà le singole interpretazioni verso un unico, grande capolavoro rendendo onore alle composizioni e ai tratti canori e strumentali di Jerry. Il cd verrà stampato dalla casa editrice “Il Manifesto” e verrà promosso dai microfoni di Radio Rock dai Dj’s Margus e Prince Faster che ribadiranno la loro stima nei confronti del gruppo e del loro leader sottolineandone i miglioramenti avvenuti nel corso degli anni.

IL NUOVO CORSO

Nell’autunno del ’98, dopo le fatiche per la lunga gestazione del cd “Parallel Dances” e i relativi impegni promozionali, gli OAK effettuano una serie di cambiamenti radicali nella formazione. Ormai divenuto un ensemble di session men, il gruppo necessita, per la propria sopravvivenza, di una nuova dose di stabilità e di punti di riferimento.
L’entrata in scena del bassista Mauro Delorenzi cambia radicalmente le cose e rinvigorisce lo spirito del gruppo. Insieme al batterista Ruggero Ippoliti il suddetto emulo di Glenn Cornick provvederà ad una efficace sezione ritmica caratterizzata da esecuzioni accurate e cariche di groove.
In un primo momento è la chitarra di mario maneri a completare l’organico ma sarà soltanto con il successivo ritorno di Iacopo che gli OAK realizzeranno il loro primo cd interamente dedicato alla musica dei Jethro Tull. Viene infatti alla luce nel ’99 “Re- living in the past” un album spavaldo e accattivante, registrato in presa diretta, che metterà in evidenza tutto il talento e l’esperienza dei quattro musicisti. Degno di nota, in quello stesso periodo, è lo spettacolo – evento al Memphis belle dove gli OAK dedicheranno una prima parte dello spettacolo all’uscita del cd “Parallel dances” e una seconda al già collaudato tributo ai Jethro. Agli OAK si uniranno per l’occasione Emanuele Ranieri alla chitarra, Mauro Gregori alle percussioni, Her al violino e Danilo Raco alle tasiere.
RAI 3, interessata all’evento, immortala i tratti salienti dello show e, con un’ intervista sul posto, coglie gli aspetti più significativi della storia del gruppo.
Successivamente, in uno studio nella campagna Orvietana, comincia la lavorazione di “Trying to be that guy” un documento filmato relativo alla storia degli OAK. Avverrà inoltre in quelle circostanze l’incontro con il manager Silverio Ranieri, un grande appassionato dei Jethro Tull, che si adopererà per fare del gruppo l’attrazione dei maggiori appuntamenti estivi di quelle regioni.

GERONIMO’S PUB

Nel settembre del ’99, in occasione del concerto del chitarrista americano Carvin Johnes con alla batteria Clive Bunker, i nostri tre Jerry, Iacopo e Mauro mettono in atto un efficace stratagemma per suonare insieme al noto batterista alcuni brani dei Tull
Gli OAK sono ancora sconosciuti al pubblico del Geronimo’s pub ( i vari tentativi d’approccio rivolti in passato ai relativi direttori artistici non avevano infatti avuto esito favorevole) ma ciò nonostante i tre non rinunciano all’idea. Un forte incoraggiamento prende già forma dall’amichevole saluto rivolto a Jerry da Clive (ricordo della Convention Tulliana alcuni anni prima) poi la sua grande disponibilità fa il resto cominciando a delineare concretamente le linee per la realizzazione dell’intento.
Rimarrebbe da superare la temuta diffidenza dei padroni di casa.ma….. questa volta avendo loro appreso dell’apertura di Clive acconsentono volentieri ad un simile fuori programma.
Non resta altro quindi che dar fiato ai strumenti:
Ebbene, l’esecuzione è impeccabile, trascinante ed impetuosa. Il dinamismo dei quattro investe la platea e Living in the past, Boureè, Nothing is easy, Aqualung scivolano via tra gli applausi. Al termine della performance il pubblico chiede il bis mentre in un angolo del palcoscenico la stella della serata, Mr. Carvin Johnes, comincia a temere il peggio !
Quella sera gli OAK vengono alla luce prepotentemente e numerose persone tra il pubblico rivolgono loro la stessa domanda:
“A quando la prossima volta ?”
La risposta di Jerry è lapidaria: “Chiedetelo al proprietario !”
Più tardi, al momento dei saluti, agli OAK verrà fatta richiesta di replicare quella performance così convincente. Ciò avverrà tante altre volte anche se purtroppo senza Clive. Tuttavia da quel momento il gruppo stabilirà al Geronimo’s pub una residenza che durerà negli anni creando con il pubblico e con tutto lo staff del locale una stretta relazione di stima ed amicizia.

FORO ITALICO

Grazie al costante interessamento del giornalista e promoter Guido Bellachioma , l’attività degli OAK procede con un’ escalation senza precedenti. In passato Guido aveva già dato iniziativa ad alcune tra le più rilevanti uscite del gruppo ma è nell’anno 2002 che egli apre ancora le porte del
Foro Italico agli OAK e questa volta con un cast di ospiti d’eccezione.
Oltre all’inossidabile Clive giungono infatti a Roma il chitarrista Lincoln Veronese ed il flautista Giacomo Lelli. Sarà un altro omaggio ai Jethro di grande qualità e nello stesso posto dove il famoso gruppo di Ian Anderson aveva tenuto poche settimane prima un grande spettacolo.
Presenti tra il pubblico relativo all’evento degli OAK vi sono il chitarrista Fabrizio Santoro e il batterista Fabio Mociatti che entreranno presto in formazione dando vita, insieme ai già collaudati Mauro Delorenzi, Gianluca De Rossi e Jerry Cutillo, ad un line up coeso e ricco di riferimenti progressive. Di lì a poco vi sarà l’entrata in formazione anche della danzatrice Mirka Karakopoulos che proietterà il gruppo verso nuove forme di spettacolo.

FILOSOFISENZALIBRI

Il suono del whistle nell’apertura di “Cattedrali di foresta” ci accompagna per i sentieri della foresta di Redwood in California dove una giovane attivista dell’Associazione “Earth first” si è coraggiosamente issata su di una altissima sequoia secolare con la ferma intenzione di rimanerci a lungo. Julia (Butterfly) Hill è il nome dello scudo umano che, insieme ai suoi compagni, si batte contro la compagnia di legname che tira giù continuamente alberi dalla foresta.
Il canto indigeno di “Mururoa mon amour” ci introduce invece alle sofferenze dei popoli Polinesiani causate dai test nucleari francesi. Ed ancora…..le vittime dell’integralismo islamico in “Yankees and Mujahiddin” contrapposte ai falsi miti della cultura occidentale…… L’esodo degli immigrati, nella title track, che si riversano per le strade del mondo in cerca di pace e un po’ di fortuna……Le intriganti teorie del casualismo di J. Monod de “Il caso”….. e …in “Tecnologica iena” l’ironia tagliente rivolta agli assuefatti dalle moderne tecnologie. Tutto questo trasuda dalle note di “Filosofisenzalibri” e viene espresso in lingue diverse creando una forma d’arte che ha come identità i sentimenti umani e come limite il mondo.
Gli arrangiamenti risultano elaborati e geometrici con echi di musica progressive. Le composizioni si snodano elegantemente tra sinfonie pop, elektro noises e loops, contaminate da risonanze di rituali sciamanico siberiani.
Sebbene i brani siano scritti, arrangiati e suonati prevalentemente da Jerry, un affollato cast di musicisti partecipa alle sessions coadiuvate da Marco Viale e Paolo Panella della casa di produzione “Fattoria sonora”. Tra gli ospiti troviamo anche Rodolfo Maltese (B.M.S.) che parteciperà agli spettacoli seguenti ed alle interviste radiofoniche relative alla band; tutto ciò lancerà il gruppo verso una nuova serie di riconoscimenti internazionali. Di rilievo la serata realizzata dal gruppo alla Stazione birra, trasformatasi per l’occasione in un grande teatro multimediale con la partecipazione delle danzatrici Kirghise Aida Kirghistana e
Aiday Manas, la proiezione delle immagini suggestive ed ipnotiche del VJ Alex Benekill e la trascinante sequenza live di brani etno contemporanei eseguita dagli O.A.K..
In un contesto così ricco di fermenti e contaminazioni anche la didascalia della sigla O.A.K. subisce una trasformazione concettuale divenendo “Oscillazioni Alchemiche Kompresse”.

JETHRO ALBUMS E CONCERTI

Parallelamente agli impegni promozionali del nuovo cd Jerry , stimolato dal nuovo incontro con il chitarrista e grande appassionato dei Jethro Lorenzo Costantini , partorisce l’idea di rappresentare cronologicamente gli album e i grandi concerti del gruppo di Ian Anderson.
Un progetto così ambizioso richiede tuttavia musicisti che possano garantire continuità e dedizione nonché conoscenza e sviscerata passione per il gruppo in questione, ed è così che i due artefici del nuovo corso entrano in relazione con il batterista Carlo Fattorini , vecchia amicizia di Jerry proveniente dalle fila di vari gruppi prog, il bassista Claudio Maimone dell’area jazz-etnica ed il giovane pianista Antonio Orlando con un background di studi classici e blues. Prenderanno così forma alcuni degli avvenimenti più leggendari che hanno tratteggiato l’ascesa dei Jethro Tull (L’isola di Wight, Teatro Brancaccio, Aqualung, Palasport, Thick as a brick, Living in the past).

EVENTI E CONVENTIONS

Dopo il conseguimento dell’ambizioso progetto qui sopra elencato mediante una positiva, lunga serie di spettacoli, gli O.A.K. tornano ad essere oggetto d’interesse da parte dei Fans club. L’ultima apparizione del gruppo ad una Convention era avvenuta infatti dieci anni prima (Headliner al III° appuntamento dei Tullians ma poi, nonostante il grande successo, nulla più…..Questa volta invece sono i Tullianos spagnoli ad interessarsi della band di Jerry Cutillo. Dopo aver invitato nelle precedenti edizioni già tutte le Jethro tribute bands della penisola, spagnole ed inglesi, il fan club Catalano cede alle pressioni del video collezionista Aldo “Wazza” Pancotti grande sostenitore degli O.A.K, ed invita il gruppo a suonare alla loro VI° Convention.
 Jerry e compagni rappresenteranno una rivelazione per il pubblico spagnolo e con Josè Melòn, Gabriela Guardiola e Miguel Angel Son membri del fan club, inizieranno un rapporto collaborativo e di stima reciproca. Insieme a loro infatti festeggeranno di lì a poco i 15 anni della presenza sulle scene degli O.A.K. Parteciperanno alla serata anche Maartin Allcock (ex Jethro) l’immancabile Lincoln Veronese , Mirka Karakopoulos, Charlotte Cristofanilli e tanti altri vecchi e nuovi componenti della band. La formula verrà replicata anche in occasione della XII° Convention de iTullians . Un cast eccezionalmente ricco di protagonisti inerenti alla lunga carriera dei Jethro Tull, incluso Ian Anderson in persona e con inoltre Beggar’s Farm, Sossity e O.A.K., darà vita al più grande tributo a livello internazionale dedicato alla band del pifferaio magico.Anche in quella circostanza gli O.A.K., dopo una lunga assenza dai palcoscenici del fan club, si riveleranno all’altezza della situazione con un live show originale e di forte impatto arricchito dal drumming di Barriemore Barlow , dai fraseggi di Glenn Cornick, dalle voci di Paul Forrest e Josè Melòn, dal flauto di Marcie Schreider e dalle movenze ritmiche di Gabriela Guardiola.
In tema di anniversari c’è da segnalare anche il seguente “Befana likes Stand up” party degli O.A.K. al Geronimo’s pub e “Jethro tale” nel giugno successivo. Quest’ultimo evento riveste un importanza particolare sia sotto il profilo artistico che quello organizzativo.
Gli O.A.K. infatti si cimentano per l’occasione con la tipica serie di problemi relativi alla preparazione e realizzazione di una grande kermesse musicale coadiuvati tuttavia dall’onnipresente Guido Bellachioma che promuove l’evento e lo ospita alla Stazione birra. Di notevole aiuto risulta essere anche l’apporto della vice presidente dei Tullianos Gabriela Guardiola.
Il pubblico romano, al quale si unisce anche gente proveniente da molto lontano, assiste per la prima volta ad un avvenimento di levatura internazionale interamente dedicato ai mitici
Jethro Tull.
 Aprono i Wood da Viterbo con una serie di classici del repertorio per poi cedere il passo a Lincoln Veronese. Con un avvicendamento senza sosta è quindi la volta della cantante dei Pentangle Jacqui Mc Shee con Stefano Poggelli che fa sfoggio di ghironde e cornamuse dando alla performance un ulteriore sapore folk. Quindi è la volta degli O.A.K. con un originale interpretazione di “A passion play”. Bruno Cavicchini alla chitarra elettrica e Bibbi Ferrari al basso intessono le trame della famosa suite mentre la batteria di Carlo Fattorini e le tastiere di Antonio Orlando e Gabriela Guardiola cementano il muro di suono su cui esprime la sua devozione al grande maestro Anderson il nostro Jerry Cutillo. Di rilievo la performance teatrale di Josè Melòn in “The hare who lost his spectacles” e poi ancora, per la prima volta dal vivo, i “Chateau d’isaster tapes” autentica rarità dei Jethro. E’ il turno infine, del grande violinista Marco Fabbri che insieme a Dave Pegg, Gerry Conway, Lincoln e Jerry darà vita ad un trascinante medley di jigs e reels.
Pegg e Conway rimarranno ancora per il fine serata concludendo insieme a 
Mirka Karakopoulos e Maurizio Di Vara una grande notte di musica e spettacolo.
Parti di questo straordinario evento verranno replicate di lì a poco anche in occasione della VII° Convention dei Tullianos , altro grande evento, dove gli O.A.K. confermeranno le loro grandi doti di show men per poi interagire con altri ospiti tra cui l’ex bassista dei Jethro Tull Jonathan Noyce.

I SUONI DEL MONDO E IL NUOVO CD E SPETTACOLO IN ARRIVO

Il concetto di arte intesa come linguaggio di comunicazione universale viene approfondito ulteriormente dagli O.A.K. in seguito all’incontro, avvenuto anni prima, con la compagnia di danze siberiane “Aurora Borealis”. La tendenza ad esplorare nuovi paesi e a coglierne l’essenza filosofico-culturale favorisce la creatività del gruppo che, a sedici anni dal suo concepimento, è ancora assorto in stimolanti progetti a venire.
Nuovi artisti continuano ad orbitare intorno all’area O.A.K. proiettati verso nuove forme d’arte e rappresentazioni multimediali, immersi in sonorità innovative tinte di riverberi della lontana Siberia.

Impulsi e contaminazioni che trovano spazio nel progetto di un nuovo CD che nasce con l’idea di avvicinare mondi diversi, solo geograficamente distanti. Lavoro complesso, ancora in via di sviluppo, che esalta la propensione alla sfida di un gruppo mai sazio di nuove esperienze. Ma si sa, l’ovattata atmosfera della sala di registrazione non è mai stata l’habitat ideale di questa band. Troppo forte è il richiamo del palco. Basta una scintilla per innescare un autunno di fuoco: Maartin Allcock si mostra entusiasta di condividere con gli OAK, nella cornice di un nuovo tributo ai Jethro, l’esordio live della lead track del suo nuovo album, Whenever we see the dark. E’ il ritorno del gruppo al Geronimo’s con un concerto superbo, nel quale le sonorità folk – rock tipiche dei Jethro, esaltate dalla polistrumentistica abilità di Allcock, si fondono con le atmosfere progressive di un memorabile estratto di “A passion play”. Sembra l’alba di una nuova stagione O.A.K., come se l’alchemica fusione tra il ritorno alla formazione storica e le nuove suggestioni ritmiche ed armoniche del nuovo cd avesse aperto sconosciuti orizzonti creativi. Le occasioni per verificarlo non si fanno attendere: L’omaggio allo scomparso John Glascock,poi il progetto “Prog family lounge” curato dal Dj di Radio rock Margus per proporre una sorta di “concerto-lezione” sui menestrelli del rock con ospiti d’eccezione e infine, storia di questi giorni, l’allettante sfida di presentare il mai presentato Bursting out nel contesto solennemente medievale di un antico casale e poi di nuovo al Geronimo’s pub.

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