THE STORY

GLI ESORDI

Nel settembre del ’93 Jerry Cutillo (cantante, polistrumentista, compositore), mosso dall’ambizione di veicolare le sonorità anni ’70 in un nuovo format musicale, propone ad un giovane chitarrista, Iacopo Ruggeri, di formare una band. La formazione viene completata da Franco Teriaca alla batteria e Giovanni Quarta al basso; sarà quest’ultimo a denominare il quartetto con la sigla OAK. Dopo alcuni mesi il gruppo fa il suo esordio in un club nel borgo di Calcata. Nebbie esoteriche e mura medievali fanno da cornice al primo concerto della nuova band che mostra talento e grandi potenzialità ma, ciononostante, di lì a breve entrambi i componenti della sezione ritmica abbandoneranno il gruppo lasciando Jerry e Iacopo ai loro impegni artistici che prevedono la realizzazione di OAK, il primo cd della band.
Le composizioni riflettono le molteplici esperienze accumulate da Jerry negli anni, insieme allo stile di Iacopo che spazia con la sei corde da riff grunge a sonorità più sofisticate.

COVERMANIA

Concepiti come formazione di nuovo rock, gli OAK non riescono tuttavia a rimanere indifferenti al dilagare della cover mania che predomina la scena musicale in quegli anni.
 Di fatto, dopo aver acquisito con l’innesto del batterista Mauro Gregori e del bassista Daniele di Noia maggior potenza e stabilità, la nuova band si propone ai Dj’s di Radio Rock con un tributo ai Jethro Tull. Una scelta così controcorrente non passa inosservata, considerando il fatto che il gruppo di Ian Anderson in quegli anni sembrava caduto in disgrazia per i problemi di salute e per la crisi creativa del suo leader.           Ma il processo di identificazione di Jerry con il flautista scozzese, suo artista preferito, è inarrestabile e rispecchia il periodo magico dei loro primi album e dei leggendari concerti annessi. Al Palladium di Roma, dove avvengono le serate dedicate alle cover bands, comincerà per gli OAK la scalata ai vertici dell’olimpo delle tribute bands. I live acts ricchi di gesti funambolici e trovate sceniche. Va sottolineato tuttavia, che malgrado le tematiche restrittive degli eventi promossi dalla Radio, oltre ai gesti funambolici Andersoniani e ai classici dei Tull, gli OAK proporranno intermezzi di musica composta da Jerry Cutillo che dimostra proprietà creative e stilisiche fuori dal comune.                    Il DJ Prince Faster rimane impressionato dalla familiarità con lo strumento mostrata sul palco da Jerry e compagni e invita Jerry e Iacopo per un intervista ed un set di brani acustici in diretta radiofonica.
 A queste prime uscite ne seguiranno altre che vedranno avvicendarsi parecchi ospiti in formazione. Il tastierista dei DIVAE Marco Vantini, il violinista Marco Fabbri ed un nugolo di intriganti personaggi, coloreranno i futuri appuntamenti live della band.

HERESIS STRIGIATUM

Nell’estate del ’95 comincia la lavorazione del cd “Heresis Strigiatum”. Il gruppo, ridotto ad un trio per la dipartita del bassista, si ritira per alcuni mesi in un casale nella campagna Nettunense dove, in compagnia del produttore Sergio Gribanovsky e dei suoi stretti collaboratori Susan e Riccardo Van der Ling, produrrà. una serie di valide elaborazioni sonore concretizzando le idee compositive di Jerry. Degni di nota risuonano, inquietanti e fantasmagorici, i brani “Sandali rossi” e “Taverna magica”. In un atmosfera disincantata, tra riflessioni spirituali, incubi arcani e paesaggi bucolici non poteva certo mancare l’omaggio ai Jethro Tull….ed infatti ecco riemergere dalle brume di campagna il suono rauco del flauto di “A song for Jeffrey” ribattezzata per l’occasione “Canzone povera”. Il prodotto finale è di grande interesse e molto originale e viene subito reso oggetto di attenzione da parte di un manipolo di etichette indipendenti che verranno successivamente autorizzate dal gruppo a stampare una serie di brani su diverse Compilations.
Contemporaneamente gli agenti dell’agenzia “Music workers” promuovono la band raccogliendo responsi lusinghieri in Italia ed all’estero. In Spagna la rivista “Atropos” realizza una serie di interviste con il leader Jerry Cutillo e pubblica recensioni sui lavori relativi al gruppo; tutto ciò mentre in Gran Bretagna le risposte alle numerose spedizioni risultano fortemente incoraggianti. Lo stesso dicasi in Olanda, paese nel quale Jerry, con lo pseudonimo di Moses, aveva realizzato numerose apparizioni tv, interviste radiofoniche e svolto numerosi concerti in seguito allo straordinario successo di classifica del singolo “We Just – Our revolution”, sigla anche del programma televisivo Discoring.

II° TULLIANS CONVENTION

Poche righe su un quotidiano destano grande stupore in un appassionato della musica dei Jethro Tull come Jerry. Nel giugno del ’97 infatti, il leader degli OAK legge la notizia relativa al raduno dei Tullians a Castel Ceriolo (AL). 
La sorpresa nell’ apprendere di non essere i soli ad avere grande considerazione per il gruppo del flautista pellicano (a quei tempi caduto in disgrazia) spinge Mario Prili (gestore del pub romano“Aqualung”) e Jerry a muovere alla volta di Alessandria. In un cortile all’aperto, al lato del teatro dove si tiene la Convention, un gruppo di chitarre acustiche suonano le ballate più intimiste della produzione di Anderson. A pochi metri, il Totem della musica rock anni ’70 Glenn Cornick (www.cornick.org) dispensa sorrisi e strette di mano.
 Jerry non fa in tempo a soffocare l’emozione che Mario gli si avvicina accompagnato dal Presidente del fan club Aldo Tagliaferro. Molto cordialmente, quest’ultimo invita Jerry a partecipare al
 “flute contest” che si terrà di lì a poco.
 Jerry tenta di porvi diniego ma la custodia dello strumento che sporge dalla sua borsa è evidente e lo porta a rompere gli indugi ed accettare la sfida. 
La competizione ha quindi inizio e, dopo più di un’ora, si conclude con  il pieno riconoscimento (I° classificato) del flautista degli OAK. Anche Glenn Cornick si congratula con lui ed apprende delle sue attività artistiche.

S.A.T.O.R.

A causa dell’indisponibilità di Iacopo, alle prese con il servizio di leva, Jerry realizza in solitudine un demo tape dal titolo ” S.A.T.O.R.” . Ne produce una doppia versione (in Italiano e Inglese) e vola in Inghilterra, dove riceve commenti superlativi da parte di molti artisti. Le composizioni risuonano di incubi oltraggiosi e i tempi dispari ne marcano gli arrangiamenti .
Gli equilibri strumentali sono eccellenti con Jerry che fa ampio sfoggio del suo polistrumentismo e i testi svelano enigmi ed aprono nuovi interrogativi.
 Inatteso, un coro di consensi si leva alla volta di questa modestissima autoproduzione che si rivela il biglietto da visita di un artista che, con estrema competenza e professionalità, esprime il suo talento e la sua fantasia. Gli spettacoli che Jerry effettuerà in Gran Bretagna saranno la base per i prossimi grandi eventi.

OAK PROJECT

Nell’estate del ’98 gli OAK ripercorrono i primi anni della carriera dei Jethro Tull con un line up davvero eccezionale:                                                                                         Glenn Cornick: basso (Jethro Tull ’68 – ’70)
Robert Illes: chitarra (folk singer inglese)
Jonsalo Carrera: tastiere (Galadriel – prog.spagnolo)
Andrea Ruta: batteria (session man romano)
Jerry Cutillo: voce, flauto, chit. ac. e mandolino
Special guest: Clive Bunker: batteria e percussioni (Jethro Tull ’68 – ’71)                       I concerti al 
Foro Italico, al Memphis Belle, e alla III° Tullians Convention,  dove chiuderanno brillantemente l’appuntamento con i fans, collocano gli OAK nell’olimpo delle cover bands.
 Purtroppo, a causa di problemi logostici, tale formazione avrà vita breve. Giunge così il momento per un nuovo ritiro artistico ed un prossimo album.

PARALLEL DANCES

Il processo di produzione di “Parallel dances” avviene sotto l’egida di Alessandro Barocchi negli studi “Alta Tensione”.
Tra i vari partecipanti si annoverano nomi del calibro di Michele Vurchio, Romina Johnson, Pippo Matino, Vezio Bacci, Karen Johnes, Derek Wilson (quest’ultimo inserirà il brano “Wicked tavern” in un suo video didattico) e molti altri…….
Gli stili delle composizioni sono molteplici ma l’esperienza del team riuscirà a far emergere i tratti vocali e stilistici di Jerry. Il cd verrà stampato dalla casa editrice “Il Manifesto” e verrà promosso ai microfoni di Radio Rock, dove i Dj’s Margus e Prince Faster confermeranno la loro stima nei confronti del gruppo e del loro leader.

IL NUOVO CORSO

Nell’autunno del ’98, dopo le fatiche per la lunga gestazione del cd “Parallel Dances” e i relativi impegni promozionali, gli OAK danno alla luce il loro primo cd tributo “Re-living in the past” un album spavaldo e accattivante, registrato in presa diretta, che metterà in evidenza l’impatto sonoro dei quattro musicisti. Degno di nota, in quello stesso periodo, è lo spettacolo – evento al Memphis belle dove gli OAK dedicheranno una prima parte dello spettacolo all’ultimo cd “Parallel dances” e una seconda al collaudato tributo ai Jethro. RAI 3, interessata all’evento, immortala i tratti salienti dello show e, con un’ intervista sul posto, coglie gli aspetti più significativi della storia del gruppo.
Successivamente, in uno studio nella campagna Orvietana, comincia la lavorazione di “Trying to be that guy” un documento filmato relativo alla storia degli OAK.

GERONIMO’S PUB

Nel settembre del ’99, in occasione del concerto del chitarrista americano Carvin Johnes con alla batteria Clive Bunker, Jerry mette in atto un efficace stratagemma per suonare nuovamente insieme al noto batterista. 
Gli OAK sono ancora sconosciuti al pubblico del Geronimo’s pub ma ciò nonostante Jerry, insieme al chitarrista Iacopo Ruggeri e al bassista Mauro Delorenzi, non rinuncia all’idea. Un forte incoraggiamento prende già forma dal caloroso abbraccio che Clive rivolge a Jerry ricordando la straordinaria performance alla Convention dei Tullians qualche anno prima. Poi, per superare la temuta diffidenza dei padroni di casa, Jerry si rivolge allo staff mentendo sulla presunta richiesta di Clive di suonare insieme alcuni classici dei Jethro. Lo stratagemma sembra però funzionare e tutti acconsentono al fuori programma.
 Clive invece viene da me informato sul desiderio del pubblico e del direttore artistico del Geronimo’s,di riascoltare alcuni vecchi brani di Ian Anderson.  La su reazione è positiva e ci appropinquiamo quindi, con un diabolico sorriso sulle labbra, a dar fiato ai nostri strumenti. L’esecuzione è impeccabile, trascinante ed impetuosa. Il nostro dinamismo investe la platea e Living in the past, Boureè, Nothing is easy, Aqualung scivolano via tra fragorosi applausi. Al termine della performance il pubblico chiede il bis mentre all’angolo del palcoscenico la stella della serata, Mr. Carvin Johnes, comincia a temere il peggio !
 Quella sera gli OAK vengono alla luce prepotentemente ed al termine della performance  sono in tanti a formulare la stessa domanda:
”A quando la prossima volta ?”
La risposta di Jerry è lapidaria: “Chiedetelo al proprietario ! “
Più tardi, al momento dei saluti, agli OAK viene fatta richiesta per essere inseriti nella programmazione. Da quella sera il gruppo rappresenterà un appuntamento fisso per 13 lunghi anni con il pubblico del Geronimo’s pub.

FORO  ITALICO

 

Grazie al costante interessamento del giornalista e promoter Guido Bellachioma , l’attività degli OAK procede con un’ escalation senza precedenti. In passato Guido aveva già dato iniziativa ad alcune tra le più rilevanti uscite del gruppo ma è nell’anno 2002 che egli apre ancora le porte del
 Foro Italico agli Oak che si esibiscono ancora una volta insieme all’inossidabile Clive. Sarà un altro omaggio ai Jethro di grande qualità e nello stesso posto dove il famoso gruppo di Ian Anderson aveva tenuto poche settimane prima un grande spettacolo.

FILOSOFISENZALIBRI

Il suono del whistle ci porta sui sentieri della foresta di Redwood, in California, dove una giovane attivista dell’Associazione “Earth first” è in equilibrio da mesi su una sequoia secolare. Julia (Butterfly) Hill è il suo nome, ed insieme ai suoi compagni, si batte contro la compagnia di legname che disbosca il paradiso delle “Cattedrali di foresta”.
    Il canto indigeno di “Mururoa mon amour” poi, ci introduce invece alle sofferenze dei popoli Polinesiani causate dai ripetuti test nucleari francesi. Ed ancora…..le vittime dell’integralismo islamico in “Yankees and Mujahiddin” contrapposte ai falsi miti della cultura occidentale…… L’esodo degli immigrati, nella title track, che si riversano per le strade del mondo in cerca di pace e un po’ di fortuna……Le intriganti teorie del casualismo di J. Monod de “Il caso”….. e …in “Tecnologica iena”,  l’ironia tagliente rivolta agli assuefatti dalle moderne tecnologie. Tutto questo trasuda dalle note di “Filosofisenzalibri”. Espresso in lingue diverse, questo nuovo lavoro crea una forma d’arte che ha come identità i sentimenti umani e come limite il mondo.
Gli arrangiamenti risultano elaborati, con geometrie ed echi di musica progressive. Le composizioni si snodano elegantemente tra sinfonie pop, elektro noises e loops, contaminate da risonanze sciamanico siberiane.
Sebbene i brani siano scritti, arrangiati e suonati prevalentemente da Jerry, un affollato cast di musicisti partecipa alle sessions coadiuvate da Marco Viale e Paolo Panella della casa di produzione “Fattoria sonora”. Tra gli ospiti troviamo anche Rodolfo Maltese (B.M.S.) che parteciperà agli spettacoli seguenti ed alle interviste radiofoniche relative alla band; tutto ciò lancerà il gruppo verso una nuova serie di riconoscimenti internazionali. Di rilievo la serata realizzata dal gruppo alla Stazione birra, trasformatasi per l’occasione in un grande teatro multimediale con la partecipazione delle danzatrici Kirghise Aida Kirghistana e
Aiday Manas, la proiezione delle immagini suggestive ed ipnotiche del VJ Alex BenekillLa sigla O.A.K. subisce una trasformazione concettuale e diventa “Oscillazioni Alchemiche Kompresse”.

EVENTI E CONVENTIONS

Dopo il conseguimento dell’ambizioso progetto qui sopra elencato mediante una positiva, lunga serie di spettacoli, gli O.A.K. tornano ad essere oggetto d’interesse da parte dei Fans club. L’ultima apparizione del gruppo ad una Convention era avvenuta infatti dieci anni prima (Headliner al III° appuntamento dei Tullians ma poi, nonostante il grande successo, nulla più…..Questa volta invece sono i Tullianos spagnoli ad interessarsi della band di Jerry Cutillo. Dopo aver invitato nelle precedenti edizioni già tutte le Jethro tribute bands della penisola, spagnole ed inglesi, il fan club Catalano  invita il gruppo a suonare alla loro VI° Convention.
 Jerry e compagni rappresenteranno una rivelazione per il pubblico spagnolo e con Josè Melòn, Gabriela Guardiola e Miguel Angel Son membri del fan club, inizieranno un rapporto collaborativo e di stima reciproca. Insieme a loro infatti festeggeranno di lì a poco i 15 anni della presenza sulle scene degli O.A.K.  La formula verrà replicata anche in occasione della XII° Convention de iTullians . Un cast eccezionalmente ricco di protagonisti inerenti alla lunga carriera dei Jethro Tull, incluso Ian Anderson in persona e con inoltre Beggar’s Farm, Sossity e O.A.K., darà vita al più grande tributo a livello internazionale dedicato alla band del pifferaio magico.Anche in quella circostanza gli O.A.K., dopo una lunga assenza dai palcoscenici del fan club, si riveleranno all’altezza della situazione con un live show originale e di forte impatto arricchito dal drumming di Barriemore Barlow , dai fraseggi di Glenn Cornick, dalle voci di Paul Forrest e Josè Melòn, dal flauto di Marcie Schreider e dalle movenze ritmiche di Gabriela Guardiola.
In tema di anniversari c’è da segnalare “Jethro tale” nel giugno successivo. Quest’ultimo evento riveste un importanza particolare sia sotto il profilo artistico che quello organizzativo.
Gli O.A.K. infatti si cimentano per l’occasione con la tipica serie di problemi relativi alla preparazione e realizzazione di una grande kermesse musicale coadiuvati tuttavia dall’onnipresente Guido Bellachioma che promuove l’evento e lo ospita alla Stazione birra. Di notevole aiuto risulta essere anche l’apporto della vice presidente dei Tullianos Gabriela Guardiola.
Il pubblico romano, al quale si unisce anche gente proveniente da molto lontano, assiste per la prima volta ad un avvenimento di levatura internazionale interamente dedicato ai mitici
Jethro Tull.
 Aprono i Wood da Viterbo con una serie di classici del repertorio per poi cedere il passo a Lincoln Veronese. Con un avvicendamento senza sosta è quindi la volta della cantante dei Pentangle Jacqui Mc Shee con Stefano Poggelli che fa sfoggio di ghironde e cornamuse dando alla performance un ulteriore sapore folk. Quindi è la volta degli O.A.K. con un originale interpretazione di “A passion play”. Bruno Cavicchini alla chitarra elettrica e Bibbi Ferrari al basso intessono le trame della famosa suite mentre la batteria di Carlo Fattorini e le tastiere di Antonio Orlando e Gabriela Guardiola cementano il muro di suono su cui esprime la sua devozione al grande maestro Anderson il nostro Jerry Cutillo. Di rilievo la performance teatrale di Josè Melòn in “The hare who lost his spectacles” e poi ancora, per la prima volta dal vivo, i “Chateau d’isaster tapes” autentica rarità dei Jethro. E’ il turno infine, del grande violinista Marco Fabbri che insieme a Dave Pegg, Gerry Conway, Lincoln e Jerry darà vita ad un trascinante medley di jigs e reels.
Pegg e Conway rimarranno ancora per il fine serata concludendo insieme a 
Mirka Karakopoulos e Maurizio Di Vara una grande notte di musica e spettacolo.
Parti di questo straordinario evento verranno replicate di lì a poco anche in occasione della VII° Convention dei Tullianos , altro grande evento, dove gli O.A.K. confermeranno le loro grandi doti di show men per poi interagire con altri ospiti tra cui l’ex bassista dei Jethro Tull Jonathan Noyce.

I SUONI DEL MONDO NEL NUOVO SPETTACOLO E CD

Il concetto di arte intesa come linguaggio di comunicazione universale viene approfondito ulteriormente dagli O.A.K. in seguito all’incontro, avvenuto anni prima, con il gruppo di danze siberiane “Aurora Borealis”. La tendenza ad esplorare nuovi paesi e a coglierne l’essenza filosofico-culturale favorisce la creatività del gruppo che, a diciassette anni dal suo concepimento, è ancora assorto in stimolanti progetti a venire.
Nuovi artisti continuano ad orbitare intorno all’area O.A.K. proiettati verso nuove forme d’arte e rappresentazioni multimediali, immersi in sonorità innovative tinte di riverberi della lontana Siberia. Impulsi e contaminazioni che trovano spazio nel nuovo CD “SHAMAN FEET”nato con l’idea di avvicinare mondi diversi, solo geograficamente distanti. Lavoro ambizioso che si avvale delle collaborazioni di mostri sacri della musica come David Jackson (VDGG), Glenn Cornick (Jethro Tull), Maartin Allcock (Jethro Tull, Fairport Convention), Jonathan Noyce (Jethro Tull, Gary Moore), Alrik Qam e Tanya Tagaq (siberian throat singers) Tutto questo esalta la propensione alla sfida di un gruppo mai sazio di nuovi traguardi ed esperienze. David Jackson, Glenn Cornick e Maartin Allcock si mostrano entusiasti di condividere con gli OAK oltre alle registrazioni anche gli spettacoli del gruppo e sarà quindi una nuova serie di grandi eventi dove i suoni etnici esaltati dal polistrumentismo di Allcock e Cutillo si fonderanno alchenicamente con le atmosfere progressive in una cornice di ritmi moderno tribali coadiuvati dallo straordinario Michele Vurchio.